L'Università di Urbino ha ascendenze illustri. Tre autorità sono presenti nella sua storia: i Pontefici e la Curia romana, dall'esterno, la casata dei Montefeltro e la Comunità degli urbinati, in loco. Le sue origini sono antichissime. Il convento di S. Francesco dei Minori Conventuali di Urbino ebbe risonanza fin dal suo nascere per i suoi studi, e non solo nelle province marchigiane. Nel Capitolo generale del 17 maggio 1467, celebrato in Firenze, essendo Padre generale un Francescano della Rovere, fu stabilito che le province di Bologna, S. Antonio, Puglie, Toscana, Argentina, S. Angelo, Terra del Lavoro, Milano, Genova, Sicilia e Turonia, dovessero mandare i loro studenti allo Studio del Convento di Urbino, rinomato in particolare per la filosofia e la teologia, tanto da potersi fregiare del titolo di Gymnasium publicum (Ligi, Il Convento..., 86-88) Pare che un Collegio dei Dottori esistesse già nel 1443 quando Eugenio IV approvò il primo Ducato, e ancora nel 1498 quando Alessandro VI Borgia affidò a quei Dottori la competenza in seconda istanza delle cause del Ducato di Urbino, della Città di Senigallia e distretto, sottraendole alla giurisdizione del Rettore della Marca di Ancona. Nella Bolla di Giulio II Della Rovere leggiamo «Ad sacram Beati Petri Sedem», 19 febbraio 1507: questo è riconosciuto come il primo atto di fondazione dell'Università urbinate, in risposta alla richiesta del terzo Duca di Urbino Guidubaldo I da Montefeltro. Il 21 febbraio 1564, con la Bolla «Sedes Apostolica» Pio IV Medici concesse al Collegio la facoltà di "laureare" annualmente due poeti, di conferire lauree in diritto canonico e civile, di dare titoli accademici nelle arti, nella medicina e in altre facoltà ammesse nell'ordinamento universitario vigente, e di nominare notai. Consolidato e accresciuto il potere del Collegio dei Dottori, il 10 ottobre 1567 fu iniziata una pubblica lettura di Institutiones legum, che determinò l'apertura, nel 1601, di quello Studio pubblico nel quale il Collegio veniva a trasformarsi, con l'approvazione di Francesco Maria II. Nel 1647, col favore del legato pontificio Cardinale Alderano Cybo, le varie letture che si tenevano in sedi diverse e che andavano aprendosi a tutte le scienze vennero riunite nelle sale del Palazzo dei Montefeltro (Palazzo Ducale). Intorno al 1659 le cattedre erano salite a quattordici: considerevole il concorso di studenti. Il 6 aprile 1671, Papa Clemente X emana la Bolla «Aeternae Sapientiae». La Bolla inizia ricordando i tempi delle letture nel Collegio dei Dottori e l'opera dei Pontefici che l'hanno preceduto: Innocenzo X, Alessandro VII, Clemente VII, Pio IV, Urbano VIII, Giulio II e il suo predecessore Clemente IX, che avevano gratificato di varie concessioni lo Studio urbinate. Ma lo scopo della Bolla è quello di istituire "unam Universitatem Studij Generalis". Nasce così l'Università di Urbino, staccandosi dal Collegio dei Dottori per assumere una fisionomia propria. La direzione e l'amministrazione erano rette dalla Congregazione dello Studio, formata dal Gonfaloniere e da dieci Nobili. Responsabile della parte didattica era il "primo Rettore". Nel marzo del 1683 venne approvato un regolamento interno che rimase in vigore praticamente fino alla Rivoluzione francese. Grazie al pontificato dell'urbinate Gian Francesco Albani, eletto Papa nel 1700 col nome di Clemente XI, lo stato di necessità dei tempi nuovi si trasformò per l'Università e la Città di Urbino in un'occasione di prosperità. Il nome di Clemente XI è legato soprattutto alla fondazione della Biblioteca conventuale e alla storia della Biblioteca universitaria. Grazie all'interessamento della sua famiglia, il Papa preparò la Bolla "Inter Multiplices" con un memoriale contenente tutti i privilegi concessi in tempi diversi, dai vari Pontefici. Com'è noto, la morte colse il Papa nel marzo del 1721, prima ch'egli potesse emanare la sua bolla: essa fu inglobata interamente nel Breve di Innocenzo XIII, 9 maggio 1721, «Rationi congruit». L'originale membranaceo, ritrovato in pessimo stato, è stato opportunamente restaurato ed è ora conservato nella Biblioteca universitaria. Diventava così operante un provvedimento che è la pietra fondamentale dell'Università urbinate, una specie di «magna charta» o di «Testo unico» che riassume e conferma privilegi e facoltà accordate dalle varie autorità, laiche e religiose, al Collegio dei Dottori, allo Studio pubblico, all'Università. Le relazioni assai strette fra la chiesa, i suoi Pontefici e l'Università sono un fatto storico: Urbino fa presto parte dello Stato Pontificio. Una prova tangibile è rappresentata dall'opera di ricostruzione del Duomo, gravemente danneggiato dal terremoto, sulla quale l'Università intervenne generosamente, intorno al 1800, stanziando 4000 scudi. Sul frontone della facciata i Rettori vollero l'iscrizione Studiorum Universitati Fastigium, che si legge tuttora. Papa Clemente XIV, che aveva studiato presso i Conventuali di Urbino, con Breve del 15 luglio 1769 «Inter commissae», aveva concesso e riservato in perpetuo ai Frati Conventuali la cattedra di Teologia dello Studio urbinate. Essendo noto il culto per Maria Immacolata da parte dell'Ordine francescano, culto già vivo ai tempi di Papa Sisto IV (seconda metà del '400), religioso Conventuale, venne adottato l'attuale stemma dell'Università all'insegna di Maria Immacolata nel novembre del 1826, alla ripresa della vita universitaria, con la restaurazione dello Stato Pontificio dopo l'occupazione francese. All'inizio del XIX secolo l'Università si trasformò in un centro di agitazione politica che si accese, in particolare, in occasione dei moti di Romagna. Un gruppo di docenti partecipò al Comitato provinciale costituito dagli insorti, e con decreto del 4 marzo 1831 la giurisdizione sullo studio urbinate venne tolta all'autorità ecclesiastica. Gli avvenimenti che portarono all'Unità d'Italia e al nuovo Regno non poterono che incidere radicalmente sulle strutture e sulla storia dell'Università. Data di qui il nuovo assetto giuridico della nostra Università: il R.D. 23 ottobre 1862, n. 912, dichiara l'Ateneo di Urbino Università Libera e incarica il Consiglio provinciale di compilarne lo Statuto e di sottoporlo all'approvazione del Ministero della Pubblica Istruzione, stabilendo fin d'ora che l'Università sarà soggetta al Regolamento generale per le Università del Regno in ciò che riguardasse il conferimento dei titoli. Il riconoscimento definitivo e l'approvazione dello Statuto arrivano con R.D. 8 febbraio 1925, n. 230. Alla prima Facoltà di Giurisprudenza, le cui origini si fanno risalire a quelle dell'Università stessa, si aggiunsero in ordine: Farmacia nel 1933 Magistero nel 1937 Lettere e Filosofia nel 1956 Economia nel 1959 Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali nel 1971 Lingue e Letterature straniere nel 1991 Sociologia nel 1991 Scienze Politiche nel 1992 Scienze Ambientali nel 1992 Scienze della Formazione (ex Magistero) nel 1997 Scienze Motorie nel 1999 Nel 1992 nascono i Corsi di Laurea in Conservazione dei Beni culturali, Psicologia; nel 1993 quello in Scienze dell'Educazione e nel 1998 in Scienze della Formazione primaria. I Corsi di Diploma sono iniziati ufficialmente nel 1993 alla Facoltà di Economia e ne sono stati attivati 13 nelle varie Facoltà fino al 2000. Nell'anno accademico 2001/2002, alla luce della riforma universitaria, sono stati attivati 48 Corsi di Laurea di I° livello. Pagina a cura di: G. Biancalana Elaborazione dal libro: "Urbino e la sua Università". |